Note per l’impianto

I bambù monopodiali (rizomatosi) a seconda del loro sviluppo per il contenimento delle radici si usano guaine continue.
Normalmente chiudono ad anello,la loro profondità varia dai 70 cm. , ai 130 cm.,contrariamente a quello che si potrebbe pensare la misura più grande si usa per i bambù piccoli (genere sasa),mentre per i phyllostachys van bene i 70 cm.
Volendo per ridurre notevolmente lo scavo e quindi l’altezza della guaina basta porre la guaina inclinata di 15 gradi rispetto la perpendicolare con l’inclinazione che sale verso l’esterno nei confronti del bambù.
Questo sistema usato per spazi ridotti è molto efficace nel tempo,non potrà però mai far vedere la vera vigorosità,bellezza,eleganza,generosità che la pianta dimostra in un terreno appropiato al suo sviluppo.
I materiali usati per le guaine sono o gomma o vetroresina, i secondi sono più economici ma egualmente efficaci.
Il terreno prima dell’impianto deve essere ben lavorato,se argilloso ammendato con sabbia media,una cosa molto importante è la pacciamatura subito dopo l’impianto(si possono usare foglie secche,erba di sfalcio secca,torba di sfagno ecc,).
A scapito di equivoci il bambù non è una pianta che ama l’acqua(sebbene ci sia una varietà ph.,heteroclada che non la soffre particolarmente e ovviamente i generi palustri),normalmente è molto resistente alla siccità .
Le piante allevate in contenitore andrebbero prima dell’impianto svasate e aperte le radici nella buca o nel posto dove dimoreranno questo per evitare l’effetto elicoidale delle radici che imprime il contenitore per uno sviluppo più naturale.
La concimazione in copertura la prima a distanza di 15 giorni dall’impianto va fatta con sostanza organica, letame equino o bovino ,cornunghia ecc.
Per i primi 3 anni le concimazioni dovranno essere regolari,almeno 3 all’anno dopodichè la pianta stessa con avvicendamento del suo manto fogliare provvederà al suo nutrimento e riparo dagli sbalzi termici e idrici.
Da queste direttive si evince il rispetto da portare a questi esseri così parchi di esigenze ma ricchi di gratitudine nei nostri confronti,questa non è follia,ma interazione umana con altri viventi(ti trasmetto la mia essenza e di contro ricevo la tua).
Come gli umani parlano per comunicare le proprie necessità anche i vegetali lo fanno ovviamente in modo diverso,non sono altro che manifestazioni visive tipo sordomuto.
È andata persa quella percezione magica e di ignoranza degli eventi naturali che ci attorniano tutti i giorni,bisogna ritrovarla,non per convenienza ma perchè fanno parte di noi.