Disgressioni di un bambuseto

Da piccolo quando fui piantato avevo tre-quattro culmi,ora dopo dieci anni sono molto più sicuro.
Ho invaso molti metri quadri di terreno ,ho rubato spazio anche ad altre piante,un pò me ne pento ma è la mia natura,in compenso ho regalato un ricovero a molti animali piante più piccole e una miriade di microrganismi.
Sempre per mia natura aiuto ossigenando l’uomo l’animale più ingrato della terra.
Mi lascio andare,ondulando al vento osservo il mondo che cambia attorno con ritmo frenetico.
Certo ,non comprendo il motivo,in natura tutto ha una funzione non si fà nulla per nulla.
L’alternanza è sempre rilassante,non implica grandi sconvolgimenti ,la nostra presenza(la staticità di un vegetale)è una forma di carattere un punto di riferimento,quasi una casa.
Se ci guardi attentamente capisci storie ed eventi passati,come il volto di un uomo con le sue rughe.
Le stagioni sono vissute sempre attivamente erigendomi sempre più in alto per cercare più forti stimoli.
Come tutti i vegetali sono autosufficente, non disturbo anzi allieto,le forme che creo in perpetua mutazione evitano la monotonia a tutti uomo compreso.

libro consigliato “grazie dottor hamer” di claudio trupiano

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply